2006-2007
Rosanna
non viaggia. Almeno non come si intende di solito. Non
può permetterselo, dice, perché vive di una modesta pensione. In gioventù qualche
luogo lo ha però visto. Prima di sposarsi ha lavorato un paio d'anni in fabbrica
in Svizzera, a San Gallo, vicino al Lago di Costanza. Per lei giovanissima veneta
di provincia, è stata un'esperienza così intensa che la ricorda ancora come se
fosse accaduta ieri. Appena
sposata, dopo il viaggio di nozze a Venezia e l'emigrazione a Torino, ha fatto
qualche vacanza al mare con il marito e i due figli: Toscana, poi Romagna. Il
viaggio più lungo è stato quello dell'estate 1968: tutti su una 850 familiare
fino a San Giovanni Rotondo, passando per Roma, Napoli e poi ritorno lungo la
costa Adriatica. Con
gli anni Mario si è però fatto sedentario dedicandosi a coltivare una vigna fino
alla sua morte. Così Rosanna ha smesso di viaggiare. La geografia e il mondo sono
rimasti per lei qualcosa di poco chiaro. Nord, sud, Francia o Germania sono concetti
molto vaghi e intercambiabili che possono stare un po' dovunque.
Da questi posti così
strani i figli le portano dei souvenir. Lei li compone nella vetrinetta del tinello
secondo la sua fantasia. E in questo modo viaggia anche lei. Con la mente. Un
luogo che permette a chiunque di essere frequentato, senza discriminazioni.
Dimenticavo:
Rosanna è mia madre. 
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