(recensione
tratta dal sito traspi.net )
FULVIO
BORTOLOZZO & DUPLEX
a cura
di Paolo Bologna
Come comunica
lo stesso autore, Fulvio Bortolozzo, "questo lavoro non ha nulla
a che vedere con quei curiosi collegamenti che, in un tempo ormai
lontano, esistevano in Italia tra utenti telefonici in vena di risparmi".
Precisazione utile, in effetti, poiché il significato della parola
esula dal campo fotografico, e non è sicuramente immediato almeno
finché non si visita la mostra. Chi meglio dell'autore stesso può
presentare il lavoro? Ecco come Bortolozzo lo motiva: "Penso che
la fotografia sia per sua natura ambigua e si presti a continue riletture
a seconda del contesto in cui viene presentata. Sfruttando questa
particolarità, per me fondamentale, sto procedendo nell'indagine sui
rapporti tra linguaggio fotografico e linguaggio verbale, mettendoli
in relazione con la mia esperienza esistenziale In questo senso, DUPLEX
è un proseguimento del lavoro fin qui svolto sugli aspetti della realtà
visibile che suscitano il mio impulso alla ripresa fotografica (affissioni
pubblicitarie, manichini femminili, riflessi, segni e segnali urbani,
ecc.). Nel caso specifico, i dìttici di DUPLEX sono progettati
nell’intento di produrre significati terzi non presenti, o presenti
in forma incompleta, nelle immagini di partenza. Analogie, doppi sensi,
associazioni d'idee, si intersecano tra loro alimentando una spirale
di significati solo in parte esplorata dall'autore. È ora compito
di chi entrerà in rapporto con DUPLEX, ennesima duplicità possibile,
completare l'operazione inserendovi la propria personale interpretazione
di ciò che vi vorrà vedere.".
Noi
ci limitiamo ad aggiungere come sia senz'altro stimolante e divertente
soffermarsi un attimo a cercare di interpretare gli accoppiamenti,
a pensare cosa possa aver spinto l'autore ad associare le due fotografie
che compongono l'opera, e a tentare di superarlo immaginando associazioni
originali.
L'assenza di commenti
personali e addirittura dei titoli delle fotografie lascia piena libertà
nell'interpretazione delle opere.
La mostra
è composta da 6 opere visibili, per chi fosse interessato, presso
il teatro Araldo di Torino (via Chiomonte 3, ang. via S. Paolo), e
durerà dal 14 febbraio fino al 7 aprile 2002. La mostra sarà accessibile
dalle ore 16 alle 18.30 nei giorni di apertura del teatro (febbraio:
14-16, 22-24, 28; marzo: 1-2, 8-10, 14-17, 22-24; aprile: 5-7).
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