(recensione
tratta dal sito exibart.com )
A L P
H A V I L L E
di Fulvio
Bortolozzo
L'autore
ha intitolato "ALPHAVILLE" questa nuova serie di fotografie scattate
negli ultimi due anni tra Torino, Milano e Nizza (Nice, Côte d'Azur).
Il titolo
è un aperto omaggio al film di Jean-Luc Godard "Alphaville,
une étrange aventure de Lemmy Caution" (1965). Le sensazioni
provate diversi anni prima durante la visione di quel film sono sopravvissute,
all'interno di un ricordo divenuto ormai evanescente, e hanno guidato
l'autore nella messa in sequenza delle fotografie esposte.
Nel film
di Godard vengono anche letti alcuni brani da poesie di Paul Eluard.
Uno in particolare è apparso come la migliore presentazione possibile
per ALPHAVILLE:
"Nous
vivons dans l'oubli de nos métamorphoses"
Si sente
spesso parlare di fotografia come tempo sospeso. Questo lavoro di
Fulvio Bortolozzo affronta il tema da un punto di vista dinamico.
Le sue “impressioni”, le sue pause riflessive, il suo sguardo ci obbligano
infatti ad un continuo spostamento tra tempi bloccati, focalizzando
la nostra attenzione alternativamente tra il mondo della vita reale,
rappresentata da attori casuali, autentici, umani, colti in atteggiamenti
assolutamente normali e quello della vita sognata e desiderata incarnati
dalle classiche icone del nostro tempo che sono i palcoscenici delle
vetrine dei locali commerciali, i messaggi pubblicitari, i luoghi
destinati all’intrattenimento e al divertimento. Percorriamo quindi
un mondo frammentario e autocompenetrato indissolubilmente allo stesso
tempo, egregiamente cristallizzato in gemme di quotidiano al quale
pensiamo di essere così assuefatti da non accorgercene quasi più,
figurato dall’avvenenza virtuale di un manichino conturbante nella
sua sua postura naturale, da volti catturati nella loro più intima
essenza, da rappresentazioni lisergiche di ricordi di un lungomare.
Un
lavoro di solo apparente semplicità, che rivela, ad un’attenta osservazione
delle opere esposte, una stratificazione di molti punti di aggancio
tra le singole inquadrature, una elegante e violenta scelta cromatica
che ci guida nel percorso ancor forse di più di qualunque valenza
iconografica o sociale. Lavoro, questo di Fulvio Bortolozzo, di grande
armonia e ampio respiro che rivela in tutta la sua forza il grande
sforzo di sintesi e di ricerca di questo artista. Consiglio quindi
con calore la visione di questa mostra, abbraccio emotivo dell’artista
con la vita.
Paolo Viridian
(martedì 16 gennaio 2001)
ALPHAVILLE
fotografie
di Fulvio Bortolozzo
Foyer
del Teatro Araldo, via Chiomonte 3, Torino
Ingresso
libero
Per informazioni:
011.331.764 (Teatro Araldo)
Fino all'11
febbraio 2001
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