A F F
I S S I
di Fulvio
Bortolozzo
Il
gioco è verbale e visivo al tempo stesso e soprattutto provocatorio.
L'uomo,
quello vero, compare raramente, colto nella sua fretta e nella alienazione
dei tanti momenti che lo vedono piccolo e assente in una realtà scolorita.
Per contrasto, grande protagonista è l'umanità di carta.
Ragazzini
trompe l'oeil inseriti nella città sino all'inganno a sottolineare
una sorta di scambio fra le parti per cui diventa vero ciò che è falso.
Anche loro diventano oggetto di questa operazione che scompone l'immagine
per usarne solo una parte sia che si tratti di volti e di gambe che
di un piede troppo lungo e sgraziato. Anche in questi casi il contatto
con l'ambiente non viene mai meno per cui un muro di mattoni, una
superficie di lamiera ondulata, un supporto con i resti di precedenti
affissioni rafforza l'immagine, contribuisce alla sua ricchezza compositiva
e, nel contempo, svilisce l'affissione stessa mettendo in evidenza
la sua fragile realtà fatta di carta incollata.
Affissi
patinati e tutta salute dunque che la legge impietosa del tempo fa
diventare logori e sbiaditi, svuotandoli del loro originario significato
sino a sembrare patetici ma, forse, anche un po' meno banali.
Patrizia
Masserano
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