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FOTOCult


F U L V I O  B O R T O L O Z Z O

OLIMPIA
« Ogni tanto mi capita di passare accanto a qualche mia Olimpia e mi fermo a farci due chiacchiere. Invariabilmente sento che siamo cambiati e ci guardiamo con occhi a volte ancora attenti, altre volte indifferenti, comunque sempre differenti. (…) L'emozione che mi guidò in quel progetto è ancora oggi forte e vitale. Permea tutto il mio agire ».

È quanto rivela Fulvio Bortolozzo (Torino, 1957), autore esperto e sensibile, quando spiega che cosa gli sia rimasto, dopo le Olimpiadi, delle emozioni provate in quel viaggio notturno all'interno della Torino dei cantieri, realizzato tra l'aprile del 2004 e il febbraio del 2006 e sintetizzato in OLIMPIA.

Uno straordinario itinerario di studio per vivere e "ascoltare" direttamente la trasformazione urbana della città, diventato storia, memoria, traccia fotografica. Un percorso culturalmente stimolante all'interno del quale sono visibili raffinate riflessioni dell'autore sul paesaggio urbano della Torino olimpica, ma anche le motivazioni strutturali e senza gerarchie visuali che alimentano le ricerche di Bortolozzo come fotografo di Luoghi e Cose.

Un corpus di immagini - vere e proprie superfici significanti - nato dal "dialogo", intenso e franco, che da anni esiste tra l'autore piemontese e il "Luogo", inteso come Ambiente, Momento, Paesaggio, Territorio. Ma anche "Luogo" come "Identità", come spazio cioè dove albergano la memoria, la storia e la percezione nelle sue diverse articolazioni.

Per Bortolozzo la fotografia è testimonianza, è diario, è conoscenza, ma è anche un modo per "aggiornare" le emozioni vissute e le riflessioni elaborate, per riviverle e riascoltarle, soprattutto se ispirate da motivazioni nuove, capaci di dare al quotidiano esistenziale pulsioni inedite.

In OLIMPIA, forse per la complicità del buio, forse per via dell'amore che l'autore nutre nei confronti della sua città, c'è testimonianza autentica, diario intimo e intimistico, conoscenza profonda, ma anche cultura fotografica prodotta dal rapporto empatico tra il contesto osservato e il pensiero dell'autore, nato nel momento dello scatto, al compimento del rito fotografico, quando "la testa, l'occhio e il cuore" - come diceva Henri Cartier-Bresson - vivono all'unisono lo stesso momento di sintesi emotiva, magico e sublime.

Proprio come Fulvio Bortolozzo in OLIMPIA. Una ricerca di taglio concettuale e un bel tratteggio contemplativo, elegante nella narratività, curata nella sintassi, organizzata nella composizione, equilibrata e ben strutturata nella collocazione dei colori e nell' impaginazione, veicolo di messaggi di ampio respiro culturale sulla nostra contemporaneità.

Fausto Raschiatore



Testo scritto per presentare l'autore ai lettori della rivista FOTOCult
(n°30 - marzo 2007, pagg. 72-75)

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