Campi
di Oscillazione
Le opere fotografiche
La
fotografia, all'incrocio dei linguaggi artistici contemporanei, occupa
uno spazio sempre più importante.
L'evento artistico caragliese, realizzato dall'Associazione Marcovaldo
con il contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte,
fa parte di un piano di più ampio respiro volto a coniugare la valorizzazione
di un territorio omogeneo, le terre dell'antico marchesato di Saluzzo,
con la presenza in loco dell'arte
contemporanea internazionale. In questo senso, Tiziana Conti, curatrice
della mostra, ha selezionato trenta artisti le cui opere possano rappresentare
interessanti punti di riflessione sullo stato delle arti visive di fine
millennio. Per dare sviluppo cronologico alla sua tesi di fondo, la
curatrice ha scelto di suddividere la mostra in due sezioni, peraltro
non delineate al meglio nonostante la suggestione del luogo scelto:
un ex convento ottocentesco interamente occupato dalle opere sparse
nel giardino, nel loggiato chiostrale e nelle singole celle dei monaci.
La sezione storica intitolata "Anticipazioni" raduna dieci artisti
contraddistintisi nel passato per la marcata carica innovativa della
loro ricerca linguistica. La sezione "Prospettive" presenta i
restanti venti artisti considerati come rappresentativi delle principali
tipologie del linguaggio artistico attuale. Per lo specifico di questa
rubrica, è interessante notare che, mentre nella prima sezione solo
Georges Rousse usa la fotografia come mezzo di presentazione
finale del suo lavoro di intervento pittorico-anamorfico sugli ambienti
reali (Turin, Murazzi, 1999), la metà degli artisti della sezione "Prospettive"
se ne avvalgono in vario modo. Parrebbe che il Combattimento per
un'immagine, oggetto dell'epocale esposizione alla GAM di Torino
nel 1973, stia volgendo a definitivo favore della fotografia. Probabilmente
siamo in realtà solo di fronte ad uno dei campi di oscillazione sui
quali Tiziana Conti pone l'accento. A testimoniarlo sta il fatto che
se è vero che la fotografia viene ormai impiegata frequentemente dagli
artisti contemporanei, non è meno vero che in questo passaggio viene
sempre più spogliata della sua peculiarità tecnica sino a ridursi spesso
ad essere solo un componente di operazioni ed installazioni più complesse.
Nel caso di Alan Balzac, pittore attento al valore testuale dell'opera,
la fotografia è impiegata per dare sfondi di banalità domestica a frasi
ad essi sovraimpresse (Every day my confusion grows, 2000). Da
notare che Balzac sceglie come supporto la tela, ma stampata a getto
d'inchiostro, con tutto l'effimero della durata di questa tecnologia
al tempo e alla luce solare. Robert Gligorov, che usa la fotografia
per fissare le sue impressionanti contaminazioni del corpo umano, è
qui rappresentato, oltre che da una notevole installazione, da una fotografia
di rosa sessuata quanto mai icastica (Rosa, 1999). Susy Gòmez
si affida invece ad una fotografia dell'impronta di labbra femminili
(Kiss, 1997-99) in grandi dimensioni, di buon effetto. Roni
Horn, propone alcune stampe offset, scelta curiosa, di aspetti monotoni
dell'ambiente islandese. (Suite n°4, 1991). Karen Knorr
prosegue la sua fredda indagine concettuale sugli stereotipi culturali
con la serie dei Musei, dalla resa fotografica nitidissima e "all focus"
(The analysis of beauty connoisseurs, 1988). Marcello Maloberti
estrapola, dai video di sue azioni, delle stampe in digitale di mera
funzione testimoniale della messa in scena (Per valutare il disfacimento
ecc., 2000). Miltos Manetas interviene pittoricamente su
stampe ottenute dalle schermate dei videogiochi (untitled, 1997).
Giovanni Manfredini imprime il corpo umano su carta trattata
chimicamente,
quasi dei rayogrammes, con risultati di efficace drammaticità (Tentativo
di esistenza, 1999). Enzo Obiso, degli artisti presenti,
è il più autenticamente e profondamente legato alla specificità del
mezzo. In questa occasione presenta due suggestive installazioni realizzate
con stampe fotografiche in bianco e nero di piccolo formato, nella prima
delle quali mette insieme settanta occhi di artisti da lui fotografati
(Occhi d'artista, 2000).
Infine, Luisa Raffaelli porta avanti un delicato lavoro di autocoscienza,
con rimandi letterari, attraverso fotografie di grande formato di modelle
e volti femminili affondati all'interno di secchi zincati (My
world, 2000).
Campi
di Oscillazione
Caraglio (CN), Convento dei Cappuccini.
Fino al 29 ottobre 2000
Curatore:
Tiziana Conti.
Orario: dal giovedì alla domenica, ore 15.00 - 19.00
Ingresso: intero Lire 10.000; ridotto: Lire 7.000
Informazioni: Associazione culturale Marcovaldo
(Tel. 0171.610256 / 618260 – Email marcovaldo@isiline.it)
Catalogo: Ars Nova edizioni, Torino (Lire 35.000)
Contributi in catalogo: Tiziana Conti; Olga Gambari.
Da non perdere: il biglietto consente la visita di altre sei
mostre personali di artisti contemporanei allestite in luoghi storici
delle vicinanze, radunate sotto il titolo "Creazioni della Memoria".
(Fulvio
Bortolozzo, 21 settembre 2000)
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