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Mario Giacomelli a Mogginano
(13 aprile 1997)
Ebbi
il piacere di conoscere personalmente Giacomelli, grazie a Roberto Salbitani,
che lo aveva invitato a fare una visita al nostro gruppo all'epoca impegnato
a seguire un corso sul *raccontare con le immagini* tenuto da Salbitani
stesso in una amena cascina aretina. Nell'occasione riuscii a discutere
con Giacomelli in difesa di Ghirri, che egli non apprezzava, ma soprattutto
potei condividere una giornata indimenticabile con un uomo di grande
semplicità e interiorità. Con la massima naturalezza sparse per noi
su un prato le stampe di un suo lavoro, per farcele vedere meglio, diceva.
In realtà ci stava dando una
incredibile
lezione di umiltà. Da allora, con sempre
maggiore convinzione, penso che conti il lavoro, la passione, l'attenzione
costante all'espressione di ciò che si ha dentro, e che tutto il resto
siano formalismi vuoti, buoni per i poveri di spirito.
Di quel giorno conservo alcuni scatti che pubblico ora su Mocambo in
ricordo ed estremo omaggio all'artista fotografo che più di ogni altro
rivoluzionò la cultura fotografica italiana degli anni '50 e
'60.
(Fulvio
Bortolozzo, 26 novembre 2000)
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