Istanti di me
di Paola Rizza

In "Istanti di me" Paola Rizza prosegue la sua indagine sulla tecnica della Polaroid manipolata. Tecnica rischiosa che facilmente costringe gli artisti in una sorta di hortus conclusus meraviglioso quanto meramente virtuosistico.

Non è questo il caso di Paola Rizza, la quale non si affida tanto all'effetto in sé, quanto alla necessità di imprimervi il proprio inarrestabile flusso inconscio.

Il viaggio affascinante che l'artista compie, nei pochi momenti concessi dal materiale per la sua manipolazione, è espressione di una tensione estrema accumulata nelle fasi preparatorie, costantemente impiegate nella ricerca e messa in scena degli oggetti adatti alle sue drammaturgie psichiche.

Nel rispetto di una precisa volontà autoriale, si è limitato l'excursus a sole dodici immagini. Paola Rizza si offre quindi allo sguardo del visitatore attraverso pochi movimenti, scanditi e conclusi da suoi autoritratti; come a ricordarci che, pur passando attraverso forme del quotidiano, slanci onirici e figure floreali, sempre di parti di lei si tratta: le più invisibili all'occhio umano.

Buona visione.

(Fulvio Bortolozzo, 31 maggio 2000)

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