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THE
.CHANGE
"Siamo
già nell'archivio dei ricordi senza finestre, possiamo intrecciare i
fili delle nostre solitudini ancora per un po', poi premeremo il tasto
"cancella" e saranno solo le nostre foto a parlare per noi." Da questa frase, riportata nella prima immagine dell'esposizione, parte il viaggio di Ezio Turus verso il cambiamento the Change che ha coinvolto la sua esistenza di uomo e d'artista. Un cambiamento di sguardo e di azione, un'uscita dal reale visibile per irrompere nel nostro inconscio popolato di figure sempre più tecnotroniche. Nel suo percorso Turus incontra femmine fantasmatiche, di volta in volta intersecate da ricordi mitologici, improbabili biologie neuronali, paesaggi immersi nel limbo del possibile, luci e colori di altri mondi, altri universi tutti contenuti nella più fantastica macchina esistenziale concepita dall'evoluzione: il cervello umano. Altri prima di lui hanno affrontato le lande che oggi Turus ripercorre, riportandone risultati apparentemente simili ai suoi. L'autore lo sa ed omaggia un grande suo antecedente per tutti: Boris Vallejo. Ma uno scarto differenzia il nostro Odisseo dai navigatori che gli hanno mostrato la rotta: essi hanno dovuto disegnare ciò che lui fotografa. La novità più fertile sta proprio nel suo volgere la fotocamera verso l'invisibile limitandosi ad aggiungervi ciò che l'ottica non può "vedere" ma l'occhio interiore ha fissato perfettamente. Ezio Turus è un reporter molto speciale: va nei luoghi dove ogni intenzione deve ancora farsi carne e sangue e ne riporta l'anima purissima prima che essa esca a cambiarci la vita. Buona
visione. |
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