Dal
nero emerge una figura femminile alle prese con una tutina che pare
volerle impedire di trasformarsi in farfalla. Altre figure sperimentano
una fisicità fatta di tensioni e acrobazie che le liberino
finalmente dal nero originario.
Teatrini minimali osservati dall'occhio apparentemente distaccato
di un entomologo intento ad asportare e classificare ciò
che serve al suo lavoro scientifico.
Un'apparenza scientifica rafforzata dalla scelta di fotografare
in un ambiente neutro, nero come una camera oscura, con l'ausilio
dei lampeggiatori da studio che raggelano al loro culmine le azioni
vitalissime delle ballerine.
La sensazione complessiva è quella di trovarsi di fronte
ad una metafora dell'eterna lotta tra il principio vitale, espresso
dal movimento, e il suo opposto rappresentato dall'atto fotografico
nella sua essenza più analitica e ambigua al tempo stesso.
La
riuscita del lavoro di Giorgio Cravero è tutta qui: in questo
semplice, ma efficace, risultato dialettico.