l e .n o t e .d e l .m o c a m b o
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DEI
PESCI
(...) Ed è proprio nell’importanza del racconto che le opere di Andrea Casiraghi trovano collocazione e compimento, assumono valenze che travalicano
la mera istanza documentaria: anche se la narrazione appare univoca e
gli omissis – figure sottese, particolari, ombre – sembrano condizionare
lo sguardo dell’osservatore, la complessità del mondo narrato si impone
in quel modo disperato e imprescindibile che solo la fotografia può riportare.
Qui, adesso, lontano, intorno…(testo estratto dalla presentazione di Marco Datini Jr) Già altro e/o altrove Fermare l’ombra della realtà, bloccare in un riquadro un’icona della vita, per una memoria intimamente futura: è questa la scelta d i
chi si affida a un gioco di lenti, a una rifrazione di luci, a un sottile
inganno di formule, a un "clic" gravido di mille echi, con la speranza
di salvare dall’oblio qualcosa che è già altro e/o altrove – un’orma,
un volto, un’increspatura, l’architettura rugginosa di un traliccio o,
per Gianni Romano, le "fredde" geometrie di uno scenario entro
il quale si consuma l’epilogo di una storia di morte. (...)(testo estratto dalla presentazione di Ugo Marchetti) Pura visione (...) Le foto di Cristina Scalabrini sgranano la natura. La sgranano avvicinandola, in un corpo a corpo che la rende tangibile, che fa le superfici
concrete, presenti e pesanti. E al contempo, nella distanza soppressa
da uno sguardo ravvicinato, deformano, rendono estranee, e strane, realtà
consuete. (Non sono mostri marini o caleidoscopiche meraviglie degli abissi
quelli rappresentati, ma ordinari pesci della quotidianità, che però –
a un primo sguardo – risultano quasi irriconoscibili.)(testo estratto dalla presentazione di Elisabetta Sgarbi)
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