(segue) HERB RITTS


I suoi ritratti di Madonna, Eizabeth Taylor, Clint Eastwood o Nelson Mandela hanno contribuito profondamente ad alimentare il mito del personaggio ritratto e insieme del personaggio fotografo. Ammiccando rispettosamente agli importanti ritrattisti del passato (Man Ray e August Sander) e ai pionieri della New Vision (Alexander Rodchenko e Martin Munkacsi) dai quali eredita una particolare attenzione per la perfezione del “gesto”, attento ai grandi fotografi di moda (da Bruce Weber a Helmut Newton), lo stile di Herb Ritts emerge con maggior forza nei suoi lavori più personali. Figure di rilievo del panorama mondiale, spesso immortalati in pose inusuali, i suoi soggetti creano una sensazione di intimità, un misto di innocenza, forza e vulnerabilità. Per alcuni di loro, l’identità è nascosta dietro ad un particolare, un dettaglio, un oggetto o una parte del corpo che meglio li rappresenta: gli occhiali di William S. Burrough (Kansas City, 1990), la bocca indecentemente aperta di Sarah Bernhard (Hollywood, 1987) che diventa la copertina del suo libro Notorius (1992). Riconosciuta la necessità di presentare le fotografie indipendentemente dal contesto in cui nascono, Ritts pubblica diversi volumi, elaborando percorsi differenti ed eterogenei: Pictures (1988), Notorius (1992), Work (1996), il catalogo della sua prima mostra retrospettiva al Boston Museum of Fine Arts. Pubblicato nel 1991, Duo è una collezione di immagini allegoriche di Bob Paris e Rod Jackson, una coppia omosessuale devota al body-building, dove emerge un altro elemento centrale della ricerca di Ritts: il culto del corpo maschile denudato, il corpo come pura forma. Con Africa (1994), Herb Ritts si allontana dai suoi soggetti tradizionali creando immagini imbevute di grazia e dolcezza, in cui animali, alberi o guerrieri Masai appaiono in ampi spazi aperti, in un palcoscenico che - seppur lontano - sembra essere famigliare al fotografo. Anche il diverso e il fantastico, spesso presenti nell'opera di Ritts, nascono dall'esigenza - che si svolge oltre il visibile - di smascherare la realtà, di suggerire ciò che non si vede nell’immagine dell’occhio rappezzato di Juliet Man Ray (1985), una propensione all’invisibile che è ciò su cui è fondato il lavoro del suo notturno e visionario marito. E se l’incredilibe Mask (1989) è visione dell’inconscio, come lo erano quelle realizzate da Jacques-André Boiffard, che negli anni '30 preparava teste nascoste da calze di nylon o gomma, il polipo di Djimon (1989) rappresenta il represso, l’amorfo, lo sporco, stabilendo un legame diretto tra la paura delle tenebre, dell’Ade e il passaggio all’oscurità, impersonato dall’efebo nero nello stile di Robert Mapplethorpe. Il profilo ieratico di Darati (1933) erotizza questo timore e glorifica la epica fuga in Africa che coinvolge i Masai, rivestiti di un’aura di nobiltà. Costruito su un numero ricorrente di paure e fantasie, ossessioni personali e collettive, che sono quelle dell'artista e che garantiscono coerenza del suo lavoro, l’opera di Herb Ritts rivela un fascino mascherato - eredità del Surrealismo - sempre presente nel suo lavoro. Le immagini di Herb Ritts sembrano così provenire e insieme evocare un oscuro tormento che rimanda ad una sensazione di esilio: da noi stessi, dalla nostra identità sessuale, dai luoghi a cui pensiamo di appartenere.


Herb Ritts nasce a Los Angeles, California, nel 1952.
Vive e lavora a Los Angeles.

Mostre personali recenti

2001
Herb Ritts, Galleria Carla Sozzani, Milano.
2000
Herb Ritts, Palazzo delle Esposizioni, Roma.
1999
Herb Ritts, Fondazione Cartier pour l’art contemporain, Parigi.
Work, Kemper Museum of Contemporary Art, Kansas City.
Museum of Art, Lauderdale.
1998
Herb Ritts, Gallery of Contemporary Art, Lewis and Clark College, Portland.
SK Josefsberg Studio, Portland.
Byron Mapp Gallery, Sydney.
1997
Africa, Albany Museum of Art, Albany.
Staley-Wise Gallery, New York.
Allene LaPides Gallery, Santa Fe.
Fay Gold Gallery, Atlanta.
Arthur Roger Gallery, New Orleans.
Fahey/Klein Gallery, Los Angeles.
Work, Kunsthaus Wien, Vienna.
1996
Fahey Klein Gallery, Los Angeles.
Robert Klein Gallery, Boston.
Work, Museum of Fine Arts, Boston.
1995
Parco Gallery, Tokyo.
Fay Gold Gallery, Atlanta.
Arthur Roger Gallery, New Orleans.
1994
Fahey/Klein Gallery, Los Angeles.
Allene LaPides Gallery, Sante Fe.
Staley-Wise Gallery, New York.

Bibliografia

Herb Ritts - Thames & Hudson, Fondation Cartier pour l'art contemporain, London, 1999.

Work - Little, Brown and Company/Bulfinish Press/Museum of Fine Arts, Boston, 1996.

Africa - Little, Brown and Company/Bulfinish Press, Boston, 1994.

Notorius - Little, Brown and Company/Bulfinish Press, Boston, 1992.

Duo: Herb Ritts photographs Bob Paris and Rod Jackson - Twin Palms Publishers, Santa Fe, 1991.

Men/Women - Twin Palms Publishers, Santa Fe, 1989.

Pictures - Twin Palms Publishers, Altadena, 1988.