
Jeff Burton, Untitled #130 (sofà),
2000.
Cibachrome print, 67,31 x 101,6 cm, edizione 2/5
(Courtesy Galleria Franco Noero)
JEFF
BURTON
TORINO
Franco Noero
10
gennaio - 10 Febbraio 2002
Non
facile l'operazione di questo trentanovenne fotografo californiano.
Sulla scia di uno stile di vita che si potrebbe definire arakiano,
Jeff inizia la sua carriera di fotografo sui set dei film pornografici
girati in grande quantità nei lussuosi scenari di cui
Los Angeles e dintorni paiono riempiti per ogni dove. In questi ambienti
pacchiani, bellezze e belloni ipertrofici si esercitano in una forsennata
ginnastica sessuale, sino alla parodia involontaria dei vari atti possibili.
L'industria del film pornografico non conosce soste e sarebbe stato
semplice limitarsi a registrarne i quotidiani effetti di surrealtà
per ottenere un reportage di sicuro impatto.
La
strada scelta da Burton è invece più intrigante e così
la descrive egli stesso: "L'arte, la moda e la pornografia hanno
un loro proprio livello di decenza. La gerarchia è piuttosto
rigida. L'arte è stata innalzata al livello massimo, la moda
ad un livello un po' inferiore e la pornografia a quello più
basso. Ho voluto andare oltre e introdurre i generi tra di loro".
L'uso di tagli fotografici nei quali gli atti appaiono appena accennati,
e a volte nemmeno questo; colori saturi ed atmosfere allusive; punti
di ripresa bassi, come se a vedere fossero gli occhi di un bambino messo
di fronte ai giochi infantili degli adulti. Queste sono le scelte di
progetto che riescono a dare vita a DREAMLAND,
il titolo del lavoro e del fotolibro che contiene l'insieme delle fotografie
dalle quali è stata estratta la selezione in mostra, ben stampata
sulla lucidissima Ilfochrome in grande formato montata su alluminio.
Fulvio
Bortolozzo
vista
il 25 gennaio 2002
Per informazioni:
Galleria Franco
Noero, Via Mazzini 39a, TORINO. |