|

Il
lavoro di De Blasi e Moscara mette in movimento esperienze simboliche
primarie. Entrambi pugliesi, residenti a Lecce, e compenetrati nello
spirito dei loro luoghi, creano azioni che noi possiamo conoscere solo
attraverso la documentazione fotografica curata dagli artisti stessi.
Augusto Pieroni, presentandoli, mette in risalto la loro attività,
inserendoli sulla falsariga di quelle "fototensioni", da lui
brillantemente individuate nel suo libro omonimo.
In galleria viene presentata un'azione recente, intitolata MATTHRA,
e realizzata all'interno di una nuda stanza con il pavimento ricoperto
da uno strato di terriccio.
Un ambiente simile è stato installato anche in galleria, cosa
quest'ultima che dà modo al visitatore di mettere letteralmente
"piede" nel teatro dell'operazione artistica, all'origine
delle stampe fotografiche di grandi dimensioni esposte.
Pur riconoscendone il valore simbolico, questo
progetto di invasione ambientale risente, a mio avviso, della
mancanza di quelle geometrie, luci e colori che caratterizzano gran
parte della produzione di De Blasi e Moscara.
Anche
se si assegna alla fotografia un ruolo puramente documentario, i valori
formali, pur sempre in gioco in ogni tipo di immagine, sono tutt'altro
che secondari nella percezione della riuscita o meno di un progetto,
per quanto concettuale esso sia.
Fulvio
Bortolozzo
vista il 6 ottobre 2001
|