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David Levinthal, Barbie 27, 1997, edizione di 5.
Polaroid 20x24" (courtesy Marella Arte Contemporanea)

 

Il gioco dei bambini è un processo automatico di astrazione. Attraverso i giocattoli… i bambini rappresentano il dramma della vita, riducendone le dimensioni con la piccola camera oscura della loro mente
- Charles Baudelaire, in "A Philosophy of toys", The Painter of Modern Life and other Essay (London: Phaidon Press, 1964)

Per entrare meglio nello spirito dell'operazione di Levinthal, oltre alla citazione che lo apre ritengo interessante
estrapolare questo passaggio dal comunicato stampa:

Levinthal inizia nel 1972 fotografando soldatini tedeschi; egli costruisce elaborati set in miniatura con soldatini di plastica ed un assortimento di modellini di costruzioni e veicoli. Successivamente affina sempre più il suo processo creativo esplorando le varie possibilità del mezzo fotografico; giunge così alla scelta dell'utilizzo della Polaroid nel suo massimo formato di stampa, ovvero 20x24 inches (51x61 cm circa). Tale tecnica gli permette di avere un solo e prezioso lavoro "unico" (differenziando ulteriormente il lavoro, poiché nel panorama contemporaneo fotografia è sinonimo di riproducibilità seriale).

In galleria oltre alle Polaroids di Barbie, sono esposte quelle di altre serie: i cowboys in miniatura di The Wild West, 1987-89; il lavoro sul razzismo di Blackface, 1995-96 e la pornografia come specchio della sessualità della società di XXX, 1999-2000.

Per inclinazione personale, basti pensare alle mie serie fotografiche esposte su questo sito nella sezione visioni, sono rimasto colpito dalle Barbie giganti, coloratissime e tiranniche deità feticiste, e dalle immagini sessuali della serie XXX, inquieto specchio di mondi interiori che agitano la labile realtà quotidiana.

Levinthal parrebbe introdurre la dimensione del gioco come strada maestra, o forse come l'unica ancora possibile, per ritrovare parti di sé sperdute nei meandri e nei vicoli ciechi della psiche. Forse lungo simili vie il ritrovamento non avverrà mai, ma il viaggio stesso sarà ricompensa sufficiente per chi vorrà compierlo.

    Fulvio Bortolozzo
    vista il 25 ottobre 2001


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