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C O M U N I C A T O .S T A M P A GAM - Galleria d'Arte Moderna di Torino Mario
Airò Il sesto appuntamento del ciclo Avvistamenti è dedicato a Mario Airò che inaugura mercoledì 14 febbraio 2001 la sua prima mostra personale in un'istituzione italiana. Lo scopo di Mario Airò è la ricerca di uno spazio mentale. Sovente rappresentato dall’artista in modo dualistico e simbolico, lo spazio interno, protetto e concentrato, diviene talvolta metafora di una dimensione mentale: un territorio del sogno, dell’immaginario e di possibilità che, nella sua opera, l’artista trasforma in un luogo immerso nella penombra, denso di ombre bluastre, luci caleidoscopiche, suoni e immagini soffuse. A volte invece, lo spazio è rappresentato come delimitazione da varcare per accedere a una dimensione naturale, romanticamente emblematica dell’assoluto. L’esterno è in questo caso una meta da raggiungere e la natura l’elemento risolutivo. Mario Airò propone per la sua mostra personale alla GAM una serie di lavori eseguiti appositamente per le sale del Museo, sale che vengono modificate nello spazio per dar vita ad ambienti che gli permettono di realizzare i suoi poetici luoghi da sogno. L’esposizione è introdotta da un atrio con al centro un piccolo faro
in plexiglass dalla cui sommità si diffonde un raggio laser che, roteando,
indica sulle pareti i testi-titolo delle opere esposte. Il cuore della
mostra è rappresentato da La stanza dove Marsilio
sognava di dormire. Si tratta di una camera immaginaria, dal pavimento
di gomma verde, in cui sono collocati un letto sormontato da un baldacchino
a sette colonne sulle quali posa un cielo di onde concentriche sabbiate
su di una lastra trasparente, e uno scrittoio. Per questo lavoro Airò
si è ispirato al De vita coelitus comparanda di Marsilio Ficino,
il quale sostiene: "Esistono tre colori universali e singolari del
mondo, il verde, l'oro e il blu, consacrati alle Tre grazie del Cielo",
(Venere, il Sole e Giove). "Si ritiene, dunque, che per attirare i doni
delle grazie celesti occorra fare uso frequente di questi tre colori,
e nella forma del mondo che voi plasmate dovrà essere incluso il colore
blu della sfera del mondo. Si ritiene altresì che bisogni aggiungere l'oro
all'opera preziosa fatta a somiglianza del cielo stesso, e le stelle,
e Vesta, o Cerere, cioè la terra, vestita di verde". Ficino conclude
dicendo che qualcuno potrà costruire "sul soffitto a cupola del più
riposto cubicolo di casa sua, là dove soprattutto vive e dove dorme, una
simile figura colorata. E quando uscirà di casa, percepirà non tanto lo
spettacolo di cose individuali, ma la figura dell'universo, e i suoi colori".
Dal 15 febbraio al 16 aprile 2001 GAM:
via Magenta 31, Torino. |
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