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Galleria
CÀ DI FRÀ
ENZO
OBISO

mostra
a cura di
Franco Toselli e Gianfranco Composti
Inaugurazione
il 22 marzo 2001 alle ore 18
Enzo
Obiso insegue un ideale di bellezza.
Il suo teatro mentale è predisposto sempre più efficacemente
per questo inseguimento. Negli anni, la costante osservazione dell'esistere
e l'assoluta attenzione ad ogni sviluppo formale, per quanto impercettibile
fosse, dello scorrere quotidiano hanno allenato l'artista alla difficile
pratica della messa in luce, dello scavo attorno all'evento per
liberarlo dalle impurità che ne sommergono le rivelazioni estetiche
più segrete. Luce, nient'altro che luce, metaforicamente richiamata
dalla lampadina al contrario che campeggia sugli inviti della
mostra. Luce e sguardo, meditazioni istantanee di un occhio mediterraneo
nato in Sicilia, nei pressi di Selinunte. Enzo Obiso porta in sé
eredità arcaiche e non deve far altro che esprimerle. Un occhio
carico di storia, non appresa, non acquisita da letture erudite, ma
vissuta, succhiata alla sua terra. Tutto ciò non basterebbe ancora.
C'è di più, c'è Torino, una città che ha
conosciuto l'opera di fotografi di straordinaria sensibilità
formale e coinvolgimento esistenziale, come Gabinio, Mollino, Avigdor.
L'eredità torinese, raffinata,
misurata ed elegante, si esprime in ogni immagine di Enzo Obiso. Nelle
stampe fotografiche presenti in mostra l'ideale inseguito si lascia
catturare per pochi attimi e subito fugge avanti, su binari in disuso,
sui
corpi di donne dagli improbabili esotismi visionari o trasformate in
archetipi di una femminilità senza tempo,
nella bassa luce di due appliques, tra angioletti dimenticati che forse
sorreggono le nostre coscienze cariche di nostalgie. Sorride Obiso,
sorride lievemente di tutto il movimento che sa creare con la sua negromantica
abilità di stampatore. Lo vedo sorridere anche ora, mentre
tento di dare parole all'inesprimibile della sua arte. Lui sa, nel suo
intimo che l'inseguimento è fittizio, la preda non ha scampo,
l'ideale è suo al minimo volerlo. La bellezza non può
sfuggire un simile cacciatore antico, deve arrendersi alle sue trappole
ogni
volta diverse. Questo dono,
questa capacità, quasi genetica, di rinnovarsi sempre senza tradirsi,
è ciò che non smetterà mai di incantare chiunque
sappia cogliere la bellezza che Enzo Obiso continua a rivelare in ogni
minima piega, luce, anfratto della realtà visibile.
(Fulvio
Bortolozzo)
Dal
22 marzo al 14 aprile 2001
CÀ DI FRÀ
Via Carlo Farini, 2
20154 MILANO
Orario:
10-13 15-19 nei giorni feriali.
Telefono e fax: 02.29.00.21.08
E-mail: composti@tiscalinet.it
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