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FRANCESCO
NONINO
La Panfilia
PIU'
VICINO
Più
vicino! Vieni più vicino, Starbuck; che io possa guardare dentro un
occhio umano, è meglio che guardare nel mare o nel cielo, meglio che
guardare in Dio. Per la verde terra per il focolare acceso! Questo è
lo specchio magico marinaio (…)
Melville,
Moby Dick, o la balena, 1851
La
Panfilia, una regione dell'Asia Minore, nell'Anatolia meridionale,
bagnata dal mare, percorsa da fiumi a regime carsico che ne sondano
le viscere. Il Reno, grande fiume di frontiera che definisce
e accarezza i confini di tre Stati europei. Panfilia e Reno, terra e
acqua divise da decine di tavole d'atlante, terra e acqua che non si
appartengono, che non possono essere viste o fotografate simultaneamente
se non attraverso strumenti posizionati ad algide distanze satellitari,
in grado di produrre straordinarie visioni panottiche. Terra
e acqua altrimenti contemplate insieme solo da geografie visionarie
e impossibili, create a mente nuda senza uso di apparecchi, con l'immaginazione.
La Panfilia, un terreno boscoso emiliano strappato nel 1750 al suo proprietario,
Panfilio Fachinetti, dalla terribile esondazione del Reno, piccolo
fiume di confine (tra le province di Ferrara e Bologna) che ancora oggi,
quand'è in piena, sommerge e nutre il sottobosco, riconsegnandolo agli
uomini nel suo aspetto primordiale. Panfilia e Reno, terra e acqua compresse
in pochi centimetri di un'unica pagina cartografica, terra e acqua che
si appartengono, si confondono, si concedono simultaneamente alla visione
umana.
Ci si può avvicinare alla Panfilia, quando il Reno non la sottrae a
quelli che un tempo erano i suoi colonizzatori e oggi, dopo essere stata
dichiarata area protetta di riequilibrio ecologico, sono i suoi visitatori.
La si può penetrare e fotografare mentre esibisce i suoi caratteri inediti
e stridenti (costituiti di segmenti di natura primigienia su cui sedimentano
evidenti e inattesi segni di antropizzazione) concentrandosi sull'ipotesi
di un rigoroso lavoro di rilievo fotografico, oppure, come ha fatto
Francesco Nonino, spingendo lo sguardo alla ricerca di superfici
sconosciute, di un ideale mondo interiore "per sua essenza diverso,
per sua essenza singolare, come protofondazione della formazione del
senso" (Paul Virilio, 1988). Senso che si dispone nelle immagini
mantenendo una duplice valenza semantica: percezione del mondo che porta
alla coscienza di sé e, contemporaneamente, direzione che da un luogo
fisico muove verso regioni dalla mappatura indefinita, rotta smarrita
e ridisegnata a ogni nuova suggestione dello sguardo. La Panfilia e
il Reno di Francesco Nonino sono altrove. Forse in appendice a quell'
inconsultabile atlante immaginario che unisce la Panfilia asiatica al
Reno europeo, in una zona intima e impenetrabile a cui però è concesso
avvicinarsi, cercando di riconvertire, come ha fatto l'autore, un reale
contesto topografico in un'enigmatica "idea di carta mentale"
(Paul Claval, 1975) di cui affiorano frammenti visivi registrati dalla
Polaroid, sorta di scatola nera che ha progressivamente accompagnato
viaggio, esplorazione e "naufragio". "Ritorniamo quindi alla sensazione
e guardiamola tanto da vicino che essa ci mostri il rapporto di colui
che percepisce con il suo corpo e il suo mondo": questo suggeriva
nel 1975 Merleau Ponty. Questo può fare oggi lo spettatore che si accosta
alla Panfilia.
Laura
Manione, maggio 2001
La
Panfilia è un territorio boscoso di circa 60 ettari al confine
tra le province di Ferrara e Bologna, dove il fiume Reno descrive una
curva, sulla cui riva occidentale le acque tendono a straripare durante
le piene. L'origine del nome è legata a una disastrosa inondazione del
1750, nel corso della quale il Marchese Panfilio Fachinetti perse
gran parte delle sue proprietà su quel territorio, ove da allora nessuno
si è più interessato a coltivare o a edificare.
Per secoli la Panfilia è stata un'area selvaggia e incolta, periodicamente
allagata dal fiume; la vegetazione del sottobosco ha così mantenuto
le caratteristiche originarie che anticamente aveva in tutta la Pianura
Padana, prima che l'uomo la colonizzasse con lo sviluppo agricolo e
industriale. In anni recenti invece, gli studiosi hanno accentrato la
loro attenzione su questa zona, dichiarandola infine "area protetta",
o di "riequilibrio ecologico".
Da incolta e disabitata, sinonimo di catastrofi naturali, abbiamo fatto
diventare la Panfilia un simbolo della natura da salvare. Dapprima l'abbiamo
circoscritta e delimitata con i nostri manufatti per difendercene, ora
la delimitiamo per proteggerla da noi stessi.
Il mio lavoro fotografico è un viaggio interiore rappresentato attraverso
un luogo che amo, e con cui ho avvertito una sintonia. Perché le persone
si affezionano a un luogo e vi tornano volentieri? Perché in esso hanno
lasciato (o trovato) una parte di loro stesse. Questa serie di fotografie
è la rappresentazione di questo: della parte di me che ho trovato nell'aria,
nell'acqua e nella terra della Panfilia.
Francesco Nonino, Maggio 2001
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Dal 30 maggio a settembre 2001
(inaugurazione alle ore 18)
Libreria Agorà
Via Santa Croce 0/e, Torino
(piazza Carlina)
Orario
Dal martedì al sabato ore 9.30 - 19
Il lunedì ore 15.30 - 19
Informazioni
tel. 011.839.4962 - fax 011.835.973
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