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I
cinque autori di questo gruppo di lavoro, promosso e coordinato da Luigi Walker
per la fotografia contemporanea, hanno concentrato la loro attenzione su un
quadrilatero urbanistico di Torino conosciuto localmente con il nome di "Città
Giardino".
L'area
è parte della zona sud-ovest della città ed ha come confini: corso
Allamano a nord, via Guido Reni a est, corso Salvemini a sud e via Grosso a ovest.
L'origine
degli insediamenti moderni risale all'immediato secondo dopoguerra e venne inizialmente
realizzata seguendo l'idea di creare una "città giardino".
Questa particolare soluzione urbanistica, di cui fu pioniere l'inglese E. Howard
nei primi decenni del Novecento, cercava un nuovo rapporto tra cittā e campagna,
nel tentativo di migliorare le condizioni dell'inurbamento periferico.
All'iniziale
ordinato allinearsi di villette monofamiliari sul lato di corso Allamano, giunte
nel tempo fino ai bordi della storica cascina Giaione che oggi funge da
centro civico polifunzionale, vennero ad aggiungersi nei decenni successivi grandi
complessi condominiali a torre verso corso Salvemini che snaturarono definitivamente
l'originale progetto. Al centro dell'area sorse anche un grande complesso scolastico
e sul bordo occidentale la prima chiesa parrocchiale, oggi trasformata in piccolo
supermercato, venne affiancata dalla odierna nuova costruzione.
In questa situazione ibrida, ognuno degli autori a scelto un particolare
aspetto da osservare. Fabrizio Amort ha curiosato con ironia nei cortili
delle
villette; Fabrizio Ballaustra ha indagato le fasce architettoniche mediane
dei condomini; Luca Capello ha perlustrato la viabilità; Antonio
Iannino ha compiuto un suo personalissimo viaggio proustiano negli androni
e nei giardini condominiali; Walter Rossignolo ha sondato i confini sedimentati
dall'urbanizzazione diffusa.
Luigi
Walker 21
aprile 2008
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