Uno
sguardo ravvicinato sulle famiglie italiane contemporanee alle prese con un quotidiano
claustrofobico. Una partecipazione attonita ai riti intimi di un vivere assieme
prigioniero delle tecnologie e di piccole necessità igieniche. La felicità infelice
di un urbanesimo senza scampo. Bruna
Ginammi non si limita ad asportare pezzi e figure di esistenze dalle loro anonime
realtà, ma interviene con la luce livida del suo flash a darcene una lettura
cruda ed insieme disturbante. Buona,
anzi, inquieta visione.
Fulvio
Bortolozzo
25 aprile 2001   
  
  
 
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