Fulvio Bortolozzo, Myself in a Schindler's Elevator with Closed Eyes and Open Mind,
| LIVING IN LIFT – Schindler per l'arte |
A cura di Walter Vallini e Antonello D'Egidio
Espongono:
Ennio Bertrand, Fulvio Bortolozzo, Cinzia Ceccarelli, Mauro Faletti, Fannidada, Francesca Ferreri, Ornella Francou, Ito Fukushi, Tea Giobbio, Angelo Ginestra, Alecs Lanaro, Davide Lovatti, Athos Mazzoleni, Monica Mazzoleni, Federico Moschietto, Elisa Pavan, Jinny Ropolo, Massimo Spada, Giovanna Torresin, Vanessa Wozcniaki, Max Zarri, Roberto Zizzo.
15 dicembre 2011 – 7 gennaio 2012
CRAB - Centro di Ricerca Accademia di Brera
Ex Chiesa di San Carpoforo, via Formentini 10, MIlano.
Inaugurazione giovedì 15 dicembre 2011, ore 18:30
Orari:
Lunedì - venerdì ore 9:00 – 19:00
Sabato ore 14:00 - 19:00
Domenica chiuso.
Ingresso gratuito
Informazioni:
Walter Vallini (+39) 347 87 50 263
Dopo il successo della prima tappa a Torino nell'estate scorsa, Schindler Italia – azienda leader nel settore degli ascensori e scale mobili – presenta a Milano la mostra itinerante d'arte contemporanea " Living in Lift ", parte del più ampio progetto " Schindler per l'Arte ". "Living in Lift", a cura di Walter Vallini e Antonello D'Egidio, sarà inaugurata giovedì, 15 dicembre alle ore 18.30 , presso l' ex Chiesa di San Carpoforo , sede del Dipartimento di Arti Visive e del CRAB - Centro di Ricerca Accademia di Brera (Zona Brera, via Formentini 10).
Un comitato scientifico composto da esperti d'arte contemporanea e di comunicazione ha selezionato una ventina di artisti, le cui opere sono state create ad hoc per l'evento " Living in Lift ". Agli artisti - tra cui Tea Giobbio, Ito Fukushi, Fulvio Bortolozzo e i giovani Massimo Spada e Francesca Ferreri, presenti all'ultima Biennale d'Arte Contemporanea di Venezia - è stato chiesto di proporre un' interpretazione personale dell' ascensore attraverso fotografie, video-arte e arte oggettuale, con uno sguardo inedito su questi "luoghi non-luoghi", spesso percepiti come spazi anonimi e freddi e che, invece, nascondono sorprendenti potenzialità espressive.
Le circa 50 opere che costituiscono la mostra stravolgono la consueta immagine dell'ascensore come luogo privo di significato e di vita. Attraverso lo sguardo creativo degli artisti, questo spazio diventa "specchio" dell'anima di chi ci passa qualche momento della propria vita, riflettendone pensieri, emozioni, sogni e associazioni d'idee.
In quasi tutte le opere lo spazio dell'ascensore è occupato da figure umane, concrete o evanescenti : una donna inginocchiata, raccolta in preghiera, volti e silhouette di uomini e donne che si riflettono nel metallo lucido della cornice o del vano di un ascensore, oppure momenti brevissimi catturati dalla lente del fotografo in cui si vedono persone o angeli entrare o uscire da una cabina. Il gioco della luce e i tagli particolari delle immagini contribuiscono all'evocazione dell'ascensore come uno spazio misterioso, via d'accesso a mondi diversi, anche se sempre strettamente legati alla vita umana.
(estratto dal comunicato stampa)
|
|